Articoli correlati
| Progetto di catechesi esperienziale |
|
|
|
| Scritto da Elena Rubino |
| Mercoledì 28 Gennaio 2009 22:13 |
|
L'introduzione di un cammino di catechesi esperienziale è nata dall’esigenza di ancorare il cammino di catechesi alla vita dell’oratorio, per educare i bambini, fin da piccoli, a considerare l’oratorio “casa che accoglie, cortile che educa, parrocchia che evangelizza”, incarnando il cammino di catechesi in un’esperienza significativa di vita comunitaria. Inoltre emerge sempre più chiara la necessità di proporre ai bambini delle esperienze significative, che li aiutino a cogliere e vivere atteggiamenti di accoglienza e vicinanza a Gesù nella vita quotidiana e che vadano oltre il momento dell’incontro di catechismo. La scelta di proporre una catechesi “esperienziale” trae origine:
Come e quandoIl gruppo, che ogni anno si arricchisce di nuovi bambini, procede unitariamente lungo il cammino educativo, che prende vita dai temi proposti dalla diocesi e dall’ispettoria salesiana. A seconda dell’obiettivo sacramentale da raggiungere poi, i bambini seguono dei percorsi differenziati. A questo scopo, sono previsti piccoli gruppi omogenei per età, nei quali con l’accompagnamento di un catechista, i bambini conoscono e si confrontano con la parola di Dio, attraverso la lettura, la preghiera ed esperienze significative. L’incontro settimanale con i bambini è di due ore (dalle 15.00 alle 17.00) e avviene di sabato pomeriggio, individuato come un momento di “tempo libero” da altre attività. CosaAll’interno dell’incontro settimanale, sono identificabili alcuni momenti fissi, individuati per la loro valenza educativa, che cercano di dare risposta al bisogno di spiritualità e socialità dei bambini:
La possibilità per i bambini e gli educatori di interagire con diverse fasce di età, permette di vivere un’esperienza familiare, dove i componenti hanno età e quindi esigenze e ricchezze diverse. In quest’ottica risultano positivi alcuni momenti individuati nel corso dell’anno (festa dell’oratorio, Accademia dell’Immacolata, messa di Natale, festa di Don Bosco, giornata dell’amicizia, giovedì santo, festa finale dell’anno catechistico...) nei quali il gruppo nella sua totalità si mette in gioco per realizzare un “prodotto” (festa, recital, giochi, animazione della messa domenicale, ecc) che in qualche modo raccoglie i contenuti e il cammino percorso fino a quel momento e che quindi bene si inseriscono nell’esperienza dei bambini. Gli educatori, i catechisti e gli animatoriIl gruppo di educatori che settimana dopo settimana accompagna i bambini in questo cammino di crescita nella fede è specchio anch’esso di questa realtà variegata: accanto a genitori vi sono giovani e adolescenti che insieme predispongono i contenuti e le attività del gruppo. Affinché la proposta educativa sia sempre all’altezza delle aspettative l’impegno deve essere sempre costante, per questo motivo il gruppo di educatori si incontra settimanalmente per predisporre l’incontro successivo. Il punto di forza del gruppo di educatori è di essere in tanti (anche se non ancora sufficienti per le reali esigenze) e lavorare insieme, ognuno con le proprie specificità e inclinazioni; è bello potersi confrontare, condividere le difficoltà, affrontare insieme i problemi che ci possono essere. Ci si sente meno soli e più motivati e durante il cammino ci si arricchisce delle esperienze altrui. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2009 16:57 |




Commenti